Del Dott. Giovanni Senatore. 
P. Luigi, di anni 60, è giunto alla mia osservazione dopo essere stato presso altro odontoiatra per sostituire
vecchi circolari superiori ed inferiori ormai incongrui risalenti a più di venti anni fa.
L’odontoiatra presso cui si era rivolto, dopo aver rimosso il vecchio lavoro protesico ed aver inserito
i provvisori, sconsigliava di effettuare un lavoro definitivo di tipo fisso, per la poca validità del supporto
dentario residuo, consigliando l’estrazione di tutti gli elementi dentari dell’arcata superiore e successivo
inserimento di protesi mobile totale.
Il paziente non gradiva tale opzione terapeutica.
All’anamnesi riferiva ipertensione essenziale e pregressa angioplastica, per cui in terapia con cardioaspirina.
All’esame clinico presentava circolari in resina superiore e inferiore eseguiti presso altro studio
odontoiatrico dopo aver rimosso il vecchio restauro protesico. Carie destreunte di 11, 21 e 27,
mobilità grave di15, 14, 13, 12, 23, 24, 25, mobilità lieve di 38.
All’esame radiologico si evidenziano terapie canalari con otturazioni non all’apice, ma senza segni
di infezione sotto gli elementi dentari stessi e non sintomatici all’anamnesi e alla percussione.


Richieste del paziente
Ripristino della funzione masticatoria e dell’ estetica del sorriso attraverso protesi di tipo fisso per entrambe le arcate.

Opzioni Terapeutiche
Per quanto riguarda l’arcata inferiore, vista la validità del supporto dentario da 15 a 25 ed essendo già tutti
denti monconizzati in passato, era opportuno effettuare un nuovo circolare in oro-ceramica. Per inserire i sesti
inferiori si è preferito innestare un impianto in zona 36 ed uno in zona 46 piuttosto che inserirli in cantilever
nel circolare così come era stato fatto in passato (Vedi prima opt). Per quanto riguarda l’arcata superiore,
avendo già escluso al paziente qualsiasi opzione protesica di tipo mobile e non essendo affidabili gli elementi
dentari, la scelta ricadeva in ogni caso sull’implantologia a scelta tra carico immediato o meno.
Sfruttando gli elementi dentari residui ho consigliato al paziente di evitare il carico immediato, per sostenere
ancora il circolare in resina per i mesi necessari all’osteointegrazione degli impianti. La scelta si è dimostrata
necessaria data la poca disposizione del paziente ad evitare cibi duri nei mesi dell’osteointegrazione, che
avrebbe compromesso il carico immediato. Inoltre, non portando il paziente una protesi mobile nel periodo
di osteointegrazione non si aveva il problema dei carichi non controllati della protesi mobile sulla testa degli
impianti.

Terapia

In prima battuta ho eseguito un’accurata seduta di ablazione tartaro e root planing a tutti gli elementi dentari
superiori e inferiori sia per operare in un sito meno contaminato sia per garantire una maggiore durata a tutti
gli elementi dentari, tanto quelli inferiori da dover conservare tanto quelli superiori da dover preservare per
i mesi necessari all’osteointegrazione implantare. Poi in un’unica seduta ho inserito 6 impianti al mascellare
superiore scegliendo i siti implantari in base al bilanciamento meccanico ed in base al fatto di dover lasciare
alcuni monconi dentari per sostenere la protesi provvisoria, la quota ossea era sufficiente in tutto il mascellare
superiore. Sono stati così inseriti impianti BANP in regione 16 (4,5 x 10 mm), 22 (3,5 x 12 mm) e 26 (4,5 x
10 mm) in zone edentule e in regione 14 (4 x 12 mm), 11 (4 x 12 mm) e 25 (4 x 12 mm) in siti post-estrattivi.
Dopo due settimane ho inserito gli impianti BANP in mandibola in zona 46 (4 x 10 mm) e in zona 36 (4 x
10 mm) e 37 (4 x 10 mm) (il paziente ha richiesto di inserire anche il secondo molare inferiore sinistro nella
protesi definitiva in quanto abituato ad avere un molare in più da quel lato).
Nel periodo dell’osteointegrazione il paziente si è sottoposto a controlli di routine e gli è stata richiesta una
opt di controllo.
Ho effettuato varie sedute per le terapie canalari di 42, 41, 31, 32 e 33.
Trascorsi 3 mesi dall’inserimento degli impianti in mandibola ho effettuato l’intervento di scopertura con
l’inserimento delle viti di guarigione.
Trascorsi 5 mesi dall’inserimento degli impianti al mascellare superiore ho effettuato la scopertura, l’estrazione
degli elementi dentari superiori residui (15, 13, 12, 23, 24) e del 38 e sono stati caricati gli impianti con
abutment flat e provvisorio in resina in modo da garantire al paziente di uscire dallo studio sempre con una
dentatura fissa, anche se ancora provvisoria.
Dopo aver aspettato due mesi la guarigione dei siti estrattivi ho proceduto con le fasi protesiche per finalizzare
il caso. Ho preso un’impronta con cucchiaio individuale aperto (pick up diretta) in polietere e transfert avvitati
all’arcata superiore e un’impronta in doppia fase in silicone con portaimpronte in acciaio (pick up indiretta)
all’arcata inferiore con filo di retrazione sui monconi dentari e con transfert non avvitati sfruttando la connessione
conica degli impianti effettuando quindi il trasferimento a strappo. Ho effettuato quindi le sedute di
prova estetica, prova struttura, prova biscotto e consegna dei denti.

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